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Bochicchio

Abstract
Nel mondo della formazione professionale, dove da tempo opero sia come studioso sia come formatore, si avverte una crescente insoddisfazione per le prassi, lamentando di non produrre risultati pari alle attese. In tempi di crisi, come quelli che stiamo vivendo, dove gli investimenti in capitale umano sembrano viceversa essere strategici, i pregiudizi verso la formazione destano preoccupazioni che nella comunità pedagogica meritano un approfondimento sulle cause e sui possibili rimedi. La contrazione degli investimenti in formazione, effetto della crisi economica in atto, conferma in modo implicito che, nonostante il riconoscimento unanime che la formazione è fattore strategico per la competitività delle imprese, garanzia di crescita e di sviluppo delle nuove generazioni e, più in generale, strumento per la sopravvivenza della stessa comunità sociale, nei fatti non è riconosciuta risolutiva delle difficoltà sociali, economiche e della grave crisi occupazionale che sta investendo la società globale. Riaffiorano questioni di importanza cruciale per il dibattito pedagogico, che hanno rappresentato il leitmotiv della riflessione di Nicola Paparella sulla formazione degli adulti, di cui intendo dare conto in questa sede, richiamando le linee essenziali di un pensiero che considero particolarmente fecondo per riflettere produttivamente sui problemi enunciati. In particolare, l’autore ha rilevato che i segnali di inefficacia e di scarsa produttività delle prassi non possono essere riduttivamente imputati ad una cattiva gestione dei processi, né tantomeno ad un’inefficace organizzazione didattica, ma, verosimilmente, sembrano correlarsi a questioni di natura strutturale intorno ai discorsi sulla formazione.
Parole chiave: Approccio Andragogico, Relazione Educativa, Paradossi Della Formazione, Prospettiva Interculturale.

As far as adult vocational training, which I am dealing with as an academic scholar is concerned, it becomes more and more clear that practice does not come up to expectations anymore. In times of crisis, as we are experiencing these days, where investing in human resources conversely seems to be a strategic choice, prejudice against professional training is steadily growing ; in the pedagogic community this trend clearly needs some in-depth examination about reasons and solutions. Now, everybody will agree that training is a central issue for enterprises  in order to be competitive and to guarantee growth and development for the new generations and that training, more in general,  is an essential  tool for the very survival of the social community. The current decrease in training investments, due to the economic crisis however, implicitly confirms that people do not really believe that training could solve either social and economic difficulties or the heavy occupational crisis which global society is tackling at the moment.
That is why crucial pedagogical issues show up as the Leitmotiv of  Nicola Paparella’s observations on adult vocational training, which I will be discussing here, defining the essential core of an interesting theory from which we can start to examine the issues at stake. In particular, the author points out  that the signs of inefficiency and low productivity of practice cannot simply be attributed to a bad process management, nor to an inefficient didactical organization. They probably are correlated to the structural problems of the discourses about training.
Key words: Andragogical Approach, Education Relationship, Learning Paradoxes, Intercultural Perspective.
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Salvatore Colazzo,
10 nov 2010, 13:28
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