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De Leo

Abstracts
Il presente contributo, che rimane sul piano di una premessa teorica, si inserisce all’interno di un lavoro più complesso sul sapere pedagogico e mira a reperire nella dimensione filosofica quel livello originario a partire dal quale si fondano non solo i vari ambiti del conoscere, ma più in generale il rapporto stesso dell’uomo con l’altro da sé.
La struttura espositiva è la risultante di un dibattito articolatosi, nel corso degli anni, con alcuni colleghi pedagogisti, in particolare con il prof. Nicola Paparella, e rappresenta il tentativo di enucleare e portare allo scoperto i diversi fili che intessono la dialettica filosofia-pedagogia.
Lo sfondo teorico che si schiude porta a considerare la filosofia come sguardo critico e strutturale sul pedagogico, di cui custodire identità e senso, assimilando come proprio architrave soprattutto l’idea di formazione e disponendosi, qui e ora, intorno ai problemi del soggetto, della clinica, dell’epistemologia, che essa deve assumere come propri vettori. 
La trasposizione di alcune nozioni sono sintomi conclamati di una filosofia applicata e di un pensiero pedagogico in evoluzione. Alcune di queste parole vengono utilizzate in ambiti diversi e sommessamente intessono con essi delle relazioni significative, indirizzando l’elaborazione di teorie e la ricaduta nella zona di confine pedagogico-filosofica.  Lo slittamento semantico orienta la finalità dell’azione educativa, spostandosi dal bacino originario da cui essa stessa proviene, quello della riflessione filosofica.
Ed è proprio nella linguisticità che può essere delimitato il campo di indagine per rinvenire quel livello originario sul quale ripensare il sapere pedagogico.
In questa struttura logica il linguaggio filosofico diviene sintomo riflessivo del pedagogico: è nella situazione del co-feeling tra i soggetti che la comprensione si realizza. 
Parole chiave: Pensiero Pedagogico, Ermeneutica ontologica, Relazione.

This essay, which is on the level of a theoretical premise, is part of a more complex work on pedagogical knowledge. It aims at tracing in the philosophical dimension that original level from which not only the various spheres of knowing are based but more generally man’s relationship with others.
The expositive structure is the result of a discussion over the years with pedagogist colleagues, in particular with Prof. Nicola Paparella, and represents the attempt to enucleate and bring to light the various threads that interweave the dialectics of philosophy and pedagogy.
This theoretical background leads one to consider philosophy as a critical and structural look on pedagogy of which the identity and sense are to be kept, assimilating as its own key stone above all the idea of formation and placing itself, here and now, around the problems of the subject, of the clinic, of epistemology, which it must assume as its vectors.
 The transposition of certain notions is the acclaimed symptom of applied philosophy and of pedagogic thought in evolution. Some of these words are used in different spheres and quietly interweave with them significant relations, directing the elaboration of theories and the falling into the area of the pedagogical-philosophical boundary. The semantic slide orientates the purpose of educational action, moving from the original field from which it comes, to that of philosophical reflection.
And it is precisely  in the linguistic area that the field of enquiry can be circumscribed in order to discover that original level at which pedagogic knowledge can be reflected on.
In this logical structure philosophical language becomes the reflective symptom of pedagogy: it is the situation of co-feeling between the subjects that comprehension is realized.
Key words: Pedagogical Thought, Ontological Hermeneutics, Relationship.
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Salvatore Colazzo,
10 nov 2010, 13:21
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