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Di Nubila

Abstracts
Nella nostra epoca va affermandosi la metafora del reticolo, come immagine della complessità. Nella visione reticolare nessuna direzione è privilegiata, nessuna proprietà è fondamentale: per cui le trasformazioni non sono lineari e cumulative, ma aperte e indefinite. Tutto ciò per osservare che andiamo verso forme di apprendimento complesso, con modalità diverse, tempi diversi, luoghi diversi, stimoli diversi, con strumenti diversi e in età diverse. 
Di conseguenza, l’apprendimento complesso è l’apprendimento generato da una relazione interattiva e sociale tra conoscenza empirica (esperienza) e la conoscenza formale (apprendimento disciplinare). Segno questo che lo stesso sapere – come risultato e conquista proveniente dalla elaborazione della conoscenza – passa da impianto lineare, fondamentalmente trasmissivo (da chi sa …a chi non sa…) a edificio contenitore di saper proposizionali e già elaborati, per segnare il suo ulteriore passaggio a intreccio di situazioni generative di nuovi apprendimenti e di nuovi saperi.
Viene così a crearsi un nuovo rapporto con il sapere, come rete estremamente densa di interconnessioni a più livelli: tra operazioni logiche, figure retoriche, osservazioni fattuali, giudizi morali, seduzioni estetiche, situazioni contestuali, decisioni economiche.
In questa logica, oggi, è più facile riproporre l’unitarietà e, nello stesso tempo, la pluralità dei saperi: oltre che formali, informali e non formali, ma anche teoretici, operativi e poetici – secondo la distinzione aristotelica – e procedurali, proposizionali, organizzativi, metasaperi, esperienziali.
L’esperienza, dunque, può essere campo di saperi e di apprendimenti diversi, come non è stata vista per tanto tempo in passato.
Allora l’esperienza prende forma, quando il vissuto diventa oggetto di riflessione ed il soggetto se ne appropria consapevolmente per comprenderne il senso.
Dopo i contributi di autorevoli studiosi, chi poi raccoglie le eredità di Dewey, di Lewin e di Piaget per una sistemazione e una nuova formalizzazione della questione dell’apprendimento esperienziale è lo statunitense David Kolb, che formula una sua teoria, scandita in quattro fasi e in sequenza circolare:a)  esperienza concreta; b)  osservazione riflessiva; c)  concettualizzazione e astrazione; d)  sperimentazione attiva e nuova esperienza.
Le forme di apprendimento, per Kolb, provengono dalle combinazioni  tra “afferrare” e “trasformare”. Per essere educativa e formativa, quindi, l’esperienza va trattata didatticamente, affrontata ed elaborata. 
Avremo così didattiche diverse, il più delle volte di tipo socio-relazionali, a volte di tipo “situazionali”, che utilizzano canali comunicativi differenziati per funzioni diverse. “Didattiche quindi intese come dispositivi rivolti a strutturare situazioni d’apprendimento individuale o di gruppo per generare differenze (cambiamenti, riassetti,modificazioni) a livelli diversi (cognitivo, sociale, comportamentale…”).
Parole chiave: Apprendimento, Saperi, Esperienza, Riflessività, Didattiche.

Complex learning is learning generated from an interactive and social relation between empirical knowledge (experience) and formal knowledge (disciplinary learning). This is a sign that knowledge itself - as an outcome and achievement deriving from the elaboration of knowledge – goes from being a linear and fundamentally transmissive framework (from people who know…to those who do not know…) to a construction containing propositional and previously elaborated knowledge, going on to intertwined generative situations of new learning and new knowledge.
Within this logic, today it is easier to repropose the unitarity and, at the same time, the plurality of knowledge: besides being formal, informal and non-formal, it is also theoretical, operative and poetical – according to the Aristotelian distinction  – and procedural, propositional, organizational, meta-knowledge and experiential…
Therefore, experience can be a field of various types of knowledge and learning, as it has not been considered for a long time in the past.
After studies carried out by authoritative researchers, it was the American David Kolb who reaped the legacy of Dewey, Lewin and Piaget for the organization and new formalization of the experiential learning issue and who formulated his own theory articulated in four phases and in circular sequence: a)  concrete experience; b)  observation and reflection; c)  forming abstract concepts; d)  testing in new situations.
To combine education and training, experience has to be treated didactically, dealt with and elaborated. Thus, we shall have different didactics; essentially socio-relational and sometimes “situational”, using differentiated communication channels for various functions. ”Thus didactics seen as instruments for structuring individual or group learning situations to generate differences (changes, reorganization, modifications) at various levels (cognitive, social, behavioural …”).
Key words: Learning, Knowledge, Experience, Reflexiveness, Didactics.
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Salvatore Colazzo,
10 nov 2010, 13:40
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