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Intervista

Salvatore Colazzo
Il sapere pedagogico. Temi e piste di ricerca
Intervista a Nicola Paparella




D - Quali sono stati i tuoi studi?
R - Se debbo indicare dei punti di partenza non posso non ricordare i maestri. Il punto di partenza è lì. Intanto Gino Corallo, che rimaneva e rimane un maestro, pur quando si avverte la necessità di andare un po’ oltre a quella che era la sua frontiera filosofica. In qualche modo mi affascinava e mi turbava il suo metodo e più ancora il suo modo d’esser maestro. Per ogni pagina che si andava a studiare pretendeva una schematizzazione, una classificazione, la ricerca delle categorie concettuali, la definizione delle fonti. Tutto questo in un’epoca in cui non c’era il computer e quindi andava fatto tutto a mano. I foglietti di appunti erano la trasgressione che mi concedevo rispetto alle sue prescrizioni, poiché il maestro avrebbe preferito e voluto sempre e soltanto le schede. Quando giro tra le mie carte trovo ancora oggi delle schede; schede bibliografiche e, il più delle volte, schede di contenuto. Sono soltanto un segno, la traccia di un’eredità. 
Insieme a Gino Corallo debbo ricordare Gaetano Santomauro, al quale mi sento molto legato. Gaetano Santomauro è stato per me davvero un maestro. Io seguivo le sue lezioni che erano sempre molto semplici, ma anche piene di fascino. Nell’eloquio Santomauro era seduttivo, e però impegnava a pensare e a ragionare. Quando poi lo si andava a leggere era un tutt’altra cosa. Soprattutto per lo stile: aveva periodi, formalmente impeccabili, ma lunghi trenta righe, una vera esagerazione. Era complicato quando scriveva, apriva continuamente delle parentesi, delle incidentali, in cui riversava tutta la sua cultura, che era prevalentemente di provenienza tedesca, la sociologia del XX secolo, con una forte presenza dell’esistenzialismo tedesco. Da lui ho preso la propensione allo scavo ermeneutico. Quando, verso la fine del corso di studio, maturai  un’idea della tesi, mi venne spontaneo pensare a G. Santomauro. Il problema che mi appassionava era la questione epistemologica della sperimentazione in pedagogia. Non mi ci volle molto per capire che per compiere il mio percorso di ricerca, tra i due miei maestri, mi avrebbe giovato seguire G. Santomauro. ..... [Leggi l'intera intervista, visualizzando il file .pdf allegato]
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Salvatore Colazzo,
10 nov 2010, 13:12
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