Sapere Pedagogico‎ > ‎Indice‎ > ‎

Invitto

Abstracts
Questo testo parla di un autore che ebbe notevole fortuna in Francia in tutta la prima metà del XX secolo ma che, in seguito, ha avuto scarsi riscontri. Alain, questo lo pseudonimo del pensatore, non insegnava in università ma in corsi, presso Licei, come quello parigino Henri IV, dove dal 1925 al 1927 Simone de Beauvoir lo ascoltò. Era un corso che nel gergo studentesco era definito cagne o Khagne, cioè “pigrizia”, e che era propedeutico all’ingresso in livelli formativi più alti, come l’École Normale.   
Emile Chartier, era il suo vero nome. Dapprima il “nome d’arte” usato dal Nostro fu Criton, con l’evidente richiamo al personaggio platonico presente anche nel Fedone. In questo dialogo, il protagonista Critone, grazie ad intese con i carcerieri, cercava di restituire la libertà a Socrate, tradendo di fatto l’insegnamento del maestro. I dialoghi di Chartier che appaiono sotto lo pseudonimo di Criton hanno, però, sapore aristotelico. 
Il 14 maggio 1900, apparve per la prima volta lo pseudonimo “Alain”. Anche se non si conosce con certezza il perché della scelta, può esser presa in considerazione l’ipotesi che Chartier, nella individuazione dello pseudonimo, sia stato motivato dalla storia del poeta Alain Chartier vissuto fra Tre e Quattrocento. Alain, inoltre, è nome bretone che designa un giovane un po’ rustico e semplicione e qualche critico ha voluto vedere in quella scelta il segno dello sforzo operato dallo scrittore di far percepire nei suoi giudizi l’ingenuità del “buon senso”. Gli studi di Chartier furono orientati dapprima verso le scienze; solo dal diciottesimo anno, cioè nel 1886, il suo interesse si spostò alle Belles Lettres e alla filosofia. Il greco gli fu più familiare del latino, mentre non si impegnò nello studio delle lingue vive. Nel 1925 dichiarò che i suoi autori preferiti erano Omero, Platone, Descartes, Balzac, Stendhal. Nel 1937 affermò che, se Descartes era stato sempre il suo autore principale, Platone era il vero “maestro”, mentre da Aristotele e da Comte aveva ripreso l’idea della sociologia. 
Dopo un lungo periodo di oblio, il nome di Alain è tornato negli ultimi decenni, quasi sempre per la forte attenzione esplosa nei confronti di Simone Weil, che aveva seguito le lezioni di Chartier nel 1925-1926. Per quanto concerne l’influenza su Simone Weil, l’ebrea convertita al cristianesimo, Carlo Bo ricordò la partecipazione profonda all’insegnamento di Chartier. La Weil continuò a seguire le lezioni di Alain anche da normalista. il che conferma la forte suggestione esercitata dal filosofo sui discepoli, tanto che essi lo avevano soprannominato “l’Uomo”. 
Parole Chiave: Alain, Filosofia, Passioni, Danza, Politesse.

This text speaks of an author who was extremely popular in France throughout the first half of the 20th century but who had little success later, Alain – this is the thinker’s nom de plume – did not teach at a university but in courses at Lycées, like the Lycée Henri IV in Paris, where from 1925 to 1927 Simone de Beauvoir followed his teaching. It was a course that in student slang was called cagne or khagne, that is “laziness”, and that was preparatory in order to follow more advanced levels, like the “École Normale”.
 Emile Chartier was his real name, Alain his nom de plume. At first the “stage name” that he used was Crito, which had a clear reference to Plato’s character also present in Phaedo. In this dialogue the protagonist Crito, thanks to an agreement with the prison-wardens tried to give back Socrates his freedom, in actual fact betraying his master’s teachings. Chartier’s dialogues which appear under the nom de plume of Crito, reveal an Aristotelian influence. 
On May 14th 1900 the  nom de plume “Alain” appeared for the first time. Even if the reason for this choice is not definitely known, the hypothesis may be considered that Chartier, in selecting the pen-name may have been motivated by the story of the poet Alain Chartier who lived between the 14th and 15th centuries. Alain, moreover, is a Breton name which designates a rather rustic and simple youth, and some critics have even seen in that choice the sign of the effort made by the writer to make evident in his judgements the ingenuousness of “common sense”.
Chartier’s studies were at first orientated towards the sciences; only when he was eighteen, that is in 1886, did his interest move to the Belles Lettres and philosophy. Greek was more familiar to him than Latin, but made no effort to study modern languages. In 1925 he declared that his favourite authors Homer, Plato, Descartes, Balzac and Stendhal. In 1937 he declared that, although Descartes had always been his main author, Plato was the real  “maestro”, while thanks to Aristotle and Comte his interest in sociology had been aroused. 
After a long period of oblivion, the name of Alain has returned in the last few decades, almost always for the enormous attention paid to Simone Weil, who had followed Chartier’s lessons in 1925-1926. As far as  his influence on Simone Weil is concerned – the Jew converted to Christianity - Carlo Bo remembered her deeply felt participation in  Chartier’s teaching. Weil continued follow Alain’s lessons even when she was at the École Normale, which confirms the strong influence the philosopher had on his disciples, so much so that they had given him the nickname of “the Man”.
Key Words: Alain, Philosophy, Passions, Dance, Politesse.

Ċ
Salvatore Colazzo,
27 dic 2010, 07:56
Comments