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Quarta

Abstracts                        
In questo saggio si cerca anzitutto di spiegare le ragioni per cui la formazione della coscienza ecologica costituisce un compito primario per la società del nostro tempo, mettendo in evidenza come le cause della crisi ambientale, pur coinvolgendo molteplici fattori (antropologici, sociali, politici, economici, scientifico-tecnologici, culturali e, ovviamente, naturali), si possono ridurre ad una fondamentale causa, che può essere chiamata crisi dei valori. Una crisi che affonda le sue radici nella Weltanschauung meccanicistica del mondo che ha permeato di sé la modernità fino ai nostri giorni. Donde l’urgenza di abbandonare tale Weltanschauung per passare ad una nuova visione del mondo, ossia ad un paradigma ecologico che induca l’uomo a concepire la natura non più come nemica o come una riserva di risorse, bensì come il suo spazio d’esistenza, il suo oikos, la sua “casa-ambiente”. 
Se è vero dunque che la crisi ambientale è una crisi di valori, allora è chiaro che è urgente riformare le coscienze in senso ecologico. E per far questo il primo passo da compiere è liberare l’uomo dalla mentalità nichilistica che lo sta conducendo verso l’abisso. Il nichilismo, infatti, ha permeato l’uomo e la società fin nei suoi gangli vitali. E questo spiega perché le nuove generazioni, essendo state private dei valori forti  ̶  ossia dei grandi ideali e dei grandi progetti che, richiedendo un’ampia e generosa apertura al futuro, davano senso all’esistenza  ̶  oggi sono tutti concentrati sul presente, cioè abbarbicati alla pseudo filosofia del “carpe diem” che, promettendo un benessere effimero e apparente, genera in realtà profonde delusioni e frustrazioni, che sono cause non secondarie del profondo disagio giovanile, che spesso degenera in aperta violenza contro se stessi e contro gli altri.
Donde l’importanza del ruolo che hanno le agenzie educative nell’invertire questa pericolosissima linea di tendenza, che se protratta nel tempo potrebbe portare ad una crisi profonda dell’uomo e della società. Ma per far questo le agenzie educative devono riappropriarsi della funzione formativa, di cui, in questi ultimi decenni, sono state insipientemente espropriate. A partire dalla famiglia che, in questo ambito di problemi, ha un ruolo di prim’ordine, anzi, insostituibile, se si pensa che solo in essa natura e cultura, ossia procreazione ed educazione, s’integrano senza residui. Ma un ruolo non meno importante nella formazione della coscienza ecologica ha anche la scuola, a condizione che essa recuperi quella fondamentale funzione culturale che è l’educazione. E analogo discorso va fatto a proposito delle altre moderne agenzie educative come televisione, internet, stampa ecc. Il saggio si conclude sottolineando l’importanza che hanno anche le religioni nella formazione della coscienza ecologica, facendo particolare riferimento al cristianesimo, il quale, attraverso l’evento misterioso dell’Incarnazione, ossia di un Dio che si fa uomo per salvare l’uomo e l’intero creato, insegna che la natura ha un valore così alto da essere considerata non più soltanto come “imago” o “vestigia Dei”, ma anche e soprattutto come “sacramento” di Dio, ossia come cosa sacra e, in quanto tale, degnissima di rispetto da parte dell’uomo.     
Parole chiave: Coscienza ecologica, Paradigma meccanicistico, paradigma ecologico, Nichilismo, Agenzie educative, Famiglia, Scuola, Religione, Cristianesimo. 
 
In this essay the aim first and foremost is to explain the reasons why the formation of ecological consciousness constitutes a key task for modern society, stressing that while the causes of the environmental crisis involve many different factors (anthropological, social, political, economic, scientific-technological, cultural and obviously natural), these can all be reduced to one fundamental cause, which may be called a crisis of values: a crisis whose roots lie in the mechanistic Weltanschauung of the world, which has permeated modernity up to the present day. Hence the urgent need to abandon this Weltanschauung in favour of a new vision of the world, i.e., an ecological paradigm that induces human beings to see nature no longer as an enemy or a reserve of resources, but as their existential space, their oikos, their “environment-home”. 
If it is true that the environmental crisis is a crisis of values, then there is clearly an urgent need for our collective consciousness to acquire an ecological dimension. And to do this the first step is to free human beings from the nihilistic mentality that is leading them towards the abyss. Indeed nihilism has permeated human beings and society to the marrow. And this explains why the new generations, having been deprived of clear values – i.e., those great ideals and projects characterised by a broader and more generous vision of the future that formerly gave sense to existence – are today overly focused on the present. They cling, that is to say, to the pseudo philosophy of “carpe diem”, which, by offering an ephemeral and apparent well-being, in reality generates intense disappointment and frustration. These in turn are important causes of the profound sense of unease felt by young people, which often degenerates into open violence among themselves and against others. 
Hence the importance of the role of education agencies in inverting this highly dangerous trend, which, if allowed to continue for much longer, could lead to a profound crisis for human beings and society. However, in order to do this, education agencies must re-appropriate their formative function, of which they have been foolishly stripped over the last few decades. 
This process begins with the family which has a front-line role in this field. Indeed, it is irreplaceable, if one considers that only in the family are nature and culture, i.e., procreation and education, fully integrated. The role of schools in the formation of ecological consciousness is no less important, on condition that they regain the fundamental cultural function of education, as opposed to mere instruction. The same could be said of other modern  education agencies such as television, the internet, the press etc. 
The essay concludes by stressing the importance that religions have in the creation of ecological consciousness, with particular reference to Christianity. By means of the mysterious event of the Incarnation, i.e., of a God who became a man to save human beings and the whole of creation, Christianity teaches that nature has  such a high value that it should be regarded no longer as merely the “imago Dei” or “vestigia Dei”, but also and above all as a “sacrament” of God, i.e., as a sacred thing and thus worthy of the utmost respect from human beings.     
Key words: Ecological Consciousness, Mechanistic Paradigm, Ecological Paradigm, Nihilism, Education Agencies, Family, School, Religion, Christianity.
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Salvatore Colazzo,
10 nov 2010, 13:21
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